Il volontariato al tempo della crisi aiuta i giovani

cv-giovaniIn questi ultimi anni di crisi, uno dei problemi per i giovani è quello di rendersi competitivi sul mercato del lavoro. La maggior parte delle aziende continuano a cercare pretendenti che abbiano maturato anni di esperienza nel proprio settore.

 

La domanda di un giovane in cerca di lavoro nasce quindi spontanea: “Come faccio ad entrare nel mondo del lavoro se è requisito necessario che io abbia maturato esperienze specifiche?”.


In Italia, è pensiero comune che le competenze lavorative si possano acquisire soltanto attraverso il lavoro stesso. Non è necessariamente vero: si può acquisire una notevole esperienza anche attraverso attività di volontariato.
 

Giorgio Fiorentini, Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP), nel suo articolo La solidarietà dà sprint al curriculum dei giovani, scrive: “Le imprese riconoscono che i laureati che hanno esperienze di volontariato o nell’attività delle non profit, sviluppano migliori capacità manageriali, oltre a motivazione, fiducia e autostima”.

 

Senza andare troppo lontano, nelle università europee e statunitensi le attività di volontariato fanno parte del piano di studi. Sarebbe quindi opportuno che, anche in Italia, tali esperienze vengano inserite nei piani di studio universitari, dando nuove competenze esperienziali agli studenti attraverso attività di volontariato.

 

curriculum-vitae-giovaniCiò che manca, e che dovrebbe essere integrato, è una certificazione delle competenze acquisite attraverso il volontariato a livello nazionale. A livello europeo invece è già previsto, ad esempio attraverso lo Europass Mobility ed lo Youthpass:
– l’Europass Mobility è un documento per registrare le conoscenze e le competenze acquisite in un altro paese europeo grazie ad un lavoro svolto in un’azienda, un periodo di studio nell’ambito di un programma di scambio o un lavoro volontario presso una ONG;
– lo Youthpass, invece, è un documento che certifica le attività realizzate dai giovani impegnati nel settore giovanile, rendendo tali attività  maggiormente visibili e valutabili. Questo certificato si può ottenere partecipando, ad esempio, al Servizio Volontario Europeo (SVE).

 

Il volontariato, inoltre, dà anche un valore aggiunto alla vita di ognuno di noi permettendoci di essere parte integrante di una società che sentiamo sempre più lontana ed ostile. Sempre Giorgio Fiorentini, nel suo articolo scrive: “Chi aspira a essere la classe dirigente nel Paese deve possedere non solo abilità tecniche, ma anche valori”.

 

Sono convinta, quindi, che noi giovani dovremmo dedicarci molto di più a questo tipo di attività sia per un arricchimento personale, sia per acquisire nuove competenze che potremmo di sicuro spendere, in futuro, in ambito professionale.

Sara Carrabba

 
 

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