Social media, nuova frontiera di fundraising e people raising

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Seduti al tavolino di un qualsiasi bar, o in coda a uno sportello, oppure su un mezzo pubblico è impossibile non notare che la metà delle persone che ci circondano è ricurva sul suo smartphone, tablet o notebook, impegnata a controllare lo status degli amici su Facebook, o intenta a scrivere un messaggio da cinguettare ai follower.

 

Benvenuti nel mondo dei social network, che non spopolano più soltanto tra giovani. Al contrario, la categoria di utenti che sta crescendo con la maggior rapidità, per esempio su Facebook, è quella in età compresa tra i 35 e i 54 anni. Ecco perché è ormai inevitabile che coloro che si occupano di fundraising e di people raising per il non profit si facciano la seguente domanda: in che modo il mondo delle organizzazioni di volontariato può fare leva su like e tweet per attrarre nuove leve di volontari o stabilire una relazione con potenziali donatori? Come sfruttare le potenzialità che offre quella inestricabile ragnatela di conoscenze e contatti che sono poi l’anima dei social network?
 

Le risposte a queste domande le troverete nelle pagine del nuovo numero di Vdossier dal titolo “Mai più offline. Social media, nuova frontiera di fundraising e people raising” dedicato alla relazione fra social media e fundraising. Non è un manuale ad hoc per addetti ai lavori, né un volume per approfondire le ultime novità del settore. E’ piuttosto un primo passo per familiarizzare con gli strumenti social, per fotografare il panorama italiano della raccolta fondi e per conoscere l’abc di come funzionano i social media. E ancora: comprenderne il target, così come il linguaggio e lo spirito.
 

Scarica gratis Vdossier, condividendo a tua scelta su twitter, facebook, linkedin, Google Plus:

 

Riteniamo che questi siano gli elementi indispensabili per acquisire una consapevolezza di base. Inoltre è altrettanto importante, per la pianificazione e programmazione del lavoro, avere un’idea di quanto tempo ed energie potrebbe richiedere al vostro staff l’inserimento di una strategia social nelle attività di marketing, fundraising e people raising. Infine bisogna imparare a essere selettivi.
 

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Confezionando questo numero di Vdossier abbiamo capito che essere presenti in tutti i social network non è di per sé sinonimo di una strategia di successo. Occorre invece scegliere quelli che più si adeguano alla vostra mission, al ventaglio delle vostre attività e al profilo dei vostri potenziali donatori, oltre che dei potenziali volontari.
 

Una volta individuato lo strumento che fa al caso vostro, è il momento di passare alla fase della pianificazione e pubblicazione dei contenuti: condividete (o retwittate) storie, immagini, link a video o podcast. Lasciate spazio a news in tempo reale o a commenti giornalieri su notizie (locali e nazionali) che riguardano il settore di competenza della vostra associazione. E ancora, mettete in evidenza eventi ed iniziative legate alla sfera del non profit. Senza dimenticare il taglio: semplice, ma non semplicistico; puntuale, ma non troppo specialistico; immediato e fresco.
 

Fate poi in modo che lo staff e i volontari della vostra organizzazione condividano i contenuti dai loro profili personali: loro diventeranno “ambasciatori” affidabili agli occhi dei rispettivi amici e la vostra associazione potrà espandere i suoi confini, raggiungendo, quanti ancora non conoscono le vostre attività.
 

In conclusione, è necessario costruire contenuti accattivanti, originali, con informazioni che difficilmente si possano trovare altrove. L’obiettivo, infatti, è la condivisione dei contenuti sui social: più essi saranno ritenuti interessanti, più avranno la possibilità di essere visti da un ampio ventaglio di persone.
 
 

2 Comments

  1. un utilissimo contributo. grazie per la sua condivisione!


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