Assegnato l’Alfiere della Repubblica

Lunedì 12 marzo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha assegnato l’onorificenza di “Alfiere della Repubblica” a Jhon Luke Paradero, giovane volontario di Portofranco, associazione non profit nata nel novembre 2000 a Milano e impegnata nell’aiuto gratuito allo studio per gli studenti delle scuole superiori con difficoltà e debiti scolastici.

La storia di Jhon Luke è emblematica del metodo che Portofranco propone ai ragazzi: di origine filippina, inizia a frequentare Portofranco in prima superiore, seguendo l’esempio dei suoi cugini. Contento dell’aiuto ricevuto e dei frutti che ne ha ottenuto, Jhon Luke, che ora frequenta la quarta all’Istituto tecnico economico Moreschi di Milano, decide di diventare volontario a Portofranco. Come si legge nel messaggio Ufficiale del Quirinale: “dopo aver ricevuto solidarietà, ora la ricambia, sostenendo ragazzi che hanno problemi in matematica, materia nella quale egli, invece, è particolarmente dotato. Con il suo entusiasmo ha coinvolto anche compagni di classe, che ormai frequentano abitualmente Portofranco e aiutano chi si trova in difficoltà“.

L’associazione punta moltissimo sulla responsabilità dei ragazzi: sono loro, e non i genitori, a prenotare di volta in volta le lezioni e a prendere in mano il proprio percorso. E sono spesso dei coetanei o dei giovani che hanno iniziato l’università, i “maestri” che si trovano davanti e che sono capaci di farli riappassionare alla scuola e recuperare lacune e difficoltà.

Altre volte ad aiutarli sono invece adulti- insegnanti, professionisti, pensionati… , ma il metodo non cambia: un metodo “uno a uno”, che permette un aiuto efficace e un coinvolgimento personale, e che sfocia spesso nella scelta di fermarsi a studiare nella sala studio o partecipare alle altre iniziative che vengono proposte.

Ogni pomeriggio Portofranco è un vero porto di mare, allegro e multietnico. L’esperienza di questo luogo che accoglie prende in carico i giovani è infatti naturalmente inclusiva e senza barriere: fra gli studenti iscritti, provenienti da 130 scuole superiori di Milano, il 30% è straniero e si contano almeno 10 diverse nazionalità. Si tratta per lo più di immigrati di prima o seconda generazione, come Jhon Luke, che trovano qui l’aiuto di cui necessitano per recuperare lacune linguistiche e scolastiche.

Oggi Portofranco, con i suoi 1.500 studenti e 18 mila ore di aiuto allo studio l’anno, rappresenta un presidio concreto alla dispersione scolastica, i cui numeri – 13,8% dei ragazzi in età scolare nel 2016 –  continuano ad essere preoccupanti per il nostro Paese. A rendere possibile questa positiva esperienza di recupero scolastico e promozione educativa sono circa 400 volontari (100 adulti e 300 universitarie studenti di scuola superiore), che animano il lungo anno scolastico dell’associazione (settembre-luglio). A sostenerne i costi di struttura, singoli, imprese, associazioni, come la Fondazione Deutsche Bank Italia con il progetto triennale lanciato nel 2017 “Giovani a scuola dai Giovani”.

Incroci di cultura e riforma. Idee, princìpi e valori per orientarsi nella nuova legge del Terzo settore

Pubblicato l’ultimo numero di Vdossier dal titolo “Incroci di cultura e riforma. Idee, princìpi e valori per orientarsi nella nuova legge del Terzo settore” che, per cercare di capire meglio il senso della riforma al di là dei suoi aspetti tecnici, ha individuato alcune parole chiave per aiutare ad entrare nello scenario su cui si muovono volontariato e non profit.

La prima parola nell’ordine è “partecipazione”, che, secondo Luigi Bobba «è quel dovere inderogabile di solidarietà cui è tenuto un cittadino come soggetto attivo, partecipe di una comunità». Proprio perché la partecipazione è dovere del cittadino, la Riforma valorizza il volontariato in tutte le forme che può assumere nei diversi enti del Terzo settore: le persone, prima ancora che le organizzazioni. Ferma restando la necessità di investire sulle reti associative che promuovono un impegno civico e volontario, l’impegno a far diventare continuativo l’impegno occasionale e la necessità di investire sulla formazione e la qualificazione dell’azione volontaria è oggi più che mai necessario.

Un’altra voce importante è “welfare”. Il cambiamento in questo caso si declina come passaggio dal welfare state al welfare civile, nel quale, spiega Stefano Zamagni, è «l’intera società, e non solo lo Stato, che deve farsi carico del benessere di coloro che in essa vivono». All’interno di una logica di sussidiarietà, enti pubblici (Stato, Regioni, Comuni, enti parastatali), imprese e società civile organizzata (associazionismo di vario genere, cooperative sociali, organizzazioni non governative, fondazioni) devono fare la propria parte per un welfare fondato sull’universalismo delle prestazioni, sulla centralità della persona e sulla difesa del bene comune. In fondo, è una grande opera di co-produzione, che può portare risultati visibili e non solo nell’ambito del welfare in senso stretto. Lo dimostra l’esperienza di rigenerazione urbana nel quartiere Mirafiori a Torino, che abbiamo collocato alla voce “territorio”, dove la locale Fondazione di Comunità ha coinvolto istituzioni pubbliche, non profit, cittadini diventando il fulcro attivatore di risorse ed energie per uno sviluppo locale che supera gli stereotipi e soprattutto la logica dell’emergenza.

Un’altra chiave di lettura è “alleanze”: quelle che potrebbero aiutare a superare la frammentazione e la concorrenza, a volte anche sleale, la fragilità di soggetti che spesso condividono obiettivi, ambiti di intervento, priorità. Si possono fare alleanze strategiche, per ottimizzare costi e risorse, oppure su singoli progetti, per ottenere risposte più efficaci ai bisogni. Esistono esperienze con cui confrontarsi, che però esigono un punto di partenza imprescindibile: uscire dal particolarismo delle organizzazioni. Cosa, questa, che aiuterebbe ad affrontare anche il tema della “rappresentanza”, altra parola particolarmente delicata per un settore che non è mai riuscito a darsene una riconosciuta e condivisa. Il problema è che, in un’epoca di disintermediazione, liquidità delle forme organizzative, sfiducia nei sistemi tradizionali di rappresentanza (non solo nel profit), la Riforma, secondo Giovanni Moro, ripropone modelli di rappresentanza di tipo corporativo, che potevano funzionare per le forme associative tradizionali, ma oramai superati.

Un altro princìpio che non poteva mancare è “sussidiarietà”, che Zamagni ripropone nell’accezione di “sussidiarietà circolare”, peraltro molto vicina all’idea di “amministrazione condivisa” portata avanti da Gregorio Arena, secondo il quale «l’essenza della sussidiarietà, ciò che rende unico questo concetto, è la creazione di una relazione di condivisione per raggiungere un obiettivo comune». Se è vero che il valore del volontariato è sempre stato, al di là degli specifici servizi e progetti, quello di costruire relazioni, è vero anche oggi ci si aspetta qualche cosa di più, che è la creazione di fiducia, all’interno della quale si collocano relazioni positive tra le persone, i gruppi e anche tra cittadini e istituzioni. Se la perdita fiducia è uno dei problemi principali della nostra società, il non profit – che ancora ne gode, o almeno ne gode più della maggior parte delle istituzioni e di tutto ciò che ha a che fare con la parola “politica” – deve meritarsela e riconquistarla ogni giorno. Ecco quindi che la parola “trasparenza”deve accompagnare ogni azione e ogni parola. E la trasparenza si fa rispettando alcune regole imprescindibili, necessarie ma non sufficienti. È la salute morale delle organizzazioni, che conta. In fondo, in questa prospettiva si colloca anche la “valutazione dell’impatto”: impegno che la Riforma impone a tutti e che tanto spaventa le associazioni, soprattutto quelle più piccole. Come vada fatta è un tema che merita ulteriore approfondimento, ma serve un passaggio culturale: quello che permette di riconoscere che valutare l’impatto dei propri progetti aiuta a crescere, a migliorare. Per questo, spiega Paolo Venturi di Aiccon «occorre costruire una logica intenzionale, più che imporre una logica normativa», incoraggiando le associazioni a cogliere l’opportunità, anche costruendo competenze.

Ma quali sono i valori che stanno a fondamento del volontariato? E come rileggerli alla luce della Riforma? Con l’articolo “Dono e donazione, dalla gratuità alla filantropia”vogliamo offrire al lettore una sorta di glossario ragionato sulla cultura della solidarietà. Una bussola per orientarsi fra gli articoli della nuova legge. Tutti questi argomenti sono a corollario alla voce “Comunità” quella che, secondo noi, è la vera architrave della Riforma: la risposta che, il Terzo settore è in grado di mettere in campo contro il dis-interesse generale. Cioè quando il “vero” non profit risponde ai bisogni dal basso.

Infine, nella voce “controcorrente” abbiamo raccolto alcune voci critiche. Marco Grumo, economista all’Università Cattolica di Milano, per esempio punta il dito su come sono declinati gli aspetti organizzativi: «Nel Codice ho contato ben 67 vincoli alla gestione dell’organizzazione». Il timore è che solo le organizzazioni grandi riescano a venirne a capo e che quelle piccole invece possano esserne soffocate. E questo vale anche per il fund raising e soprattutto per le norme sulla trasparenza, che impongono una serie di obblighi che probabilmente si tradurranno in costi. Da parte sua Luca Fazzi, sociologo dell’Università di Trento, teme che la legge intacchi lo spirito del volontariato, che si fonda sulla gratuità e sul “dono” – altra parola chiave del cambiamento – soprattutto in alcune norme dove è prevista una pari quota tra volontari e lavoratori che potrebbe favorire una competizione scorretta fra associazioni di volontariato “spurie” e altre realtà di Terzo settore. Anche secondo Ugo Ascoli, sociologo dell’Università di Ancona, la riforma rischia di snaturare il principio di gratuità, laddove prevede la possibilità di rimborsi spesa sulla base di una semplice autocertificazione. Secondo lo studioso, inoltre, anche i Centri di servizio per il volontariato sono ridimensionati dalla Riforma: meno numerosi e quindi con meno radicamento territoriale, probabilmente con meno risorse e con un bacino di utenza più ampio. Ancor più radicale nella critica è però Giovanni Moro, che nel suo intervento sostiene che la Riforma è illegittima, in quanto «le formazioni sociali non possono essere riformate, né dal Governo, né dal Parlamento. Esse sono infatti l’espressione dell’autonomia della società e lo Stato deve limitarsi a riconoscerle, garantendone le possibilità di sviluppo».

Fonte: CiesseviMilano

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Gli sbarchi nel mediterraneo nel 2017

Il 2017 si è chiuso registrando il numero più basso di migranti giunti via mare sulle coste dei Paesi del Mediterraneo da quando ha avuto inizio nel 2014 il massiccio flusso di ingressi verso l’Europa.

Sono stati complessivamente poco più di 171mila, meno della metà di quanti sbarcarono nel 2016, e ben lontani dall’oltre un milione di migranti giunti in Europa via mare nel 2015. L’Italia nel 2017 è tornata ad essere il principale paese di approdo nel Mediterraneo: i quasi 120mila migranti sbarcati hanno costituito il 70% di tutti gli arrivi via mare in Europa.

Il 2015 fu l’anno della Grecia, che raccolse l’84% degli arrivi (857mila, siriani, afghani e iracheni principalmente), mentre nel 2016 dopo l’accordo con la Turchia gli sbarchi sulle isole greche subirono un significativo ridimensionamento: Italia e Grecia accolsero rispettivamente 181mila (50%) e 174mila (48%) migranti.

Nel 2017 il paese del Mediterraneo che ha visto aumentare in modo rilevante gli arrivi è stato la Spagna: nel 2016 rappresentò il 2,3% per numero di arrivi mentre nell’anno appena concluso ha visto approdare sulle proprie coste più di 21mila migranti, con un aumento del 160% rispetto al 2016. Gli incrementi sono iniziati soprattutto nei mesi estivi, quando al contrario si è registrato il drastico rallentamento degli arrivi in Italia dovuti in particolare agli accordi con la Libia. Nel nostro paese gli sbarchi sono calati di un terzo rispetto all’anno precedente.

Relativamente alle provenienze dei migranti si rilevano differenze tra i Paesi di approdo: tra le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco in Italia nel 2017 hanno prevalso quelle della Nigeria, della Guinea, della Costa d’Avorio e del Bangladesh. In Grecia sono giunti soprattutto siriani, iracheni e afghani. In Spagna, via mare e via terra, sono arrivati migranti dal Marocco, dall’Algeria, dalla Costa d’Avorio e dalla Guinea.

Morti e dispersi nel Mediterraneo. E’ rimasto significativo anche il numero di persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa via mare: nel 2017 si stimano 3.116 i migranti morti o dispersi nelle acque del Mediterraneo, e principalmente nella più pericolosa rotta del Mediterraneo Centrale dal Nord Africa- Libia all’Italia. Nel 2017 infatti ci sono stati 18 morti e dispersi ogni 1000 sbarcati, la proporzione più alta del quadriennio considerato – era 14,2‰ nel 2016, 3,7‰ nel 2015 quando i migranti attraversarono il Mediterraneo nella rotta orientale e sbarcarono soprattutto in Grecia, e 15,2‰ nel 2014.  

Andamento degli sbarchi in Italia dal 2014 al 2017. Osservando i dati mensili del triennio 2014-2016, la situazione italiana evidenzia un andamento piuttosto omogeneo con sbarchi più numerosi nei mesi estivi – con qualche eccezione come il mese di ottobre del 2016 che in assoluto ha registrato il più alto numero di migranti sbarcati (oltre 27mila) e a settembre 2014 con 26mila sbarcati – mentre nel 2017, appena concluso, tale andamento si è interrotto e gli arrivi sono calati anche fino all’80%. La riduzione degli arrivi ha riguardato anche la componente dei minori non accompagnati, che sono stati 15.731 nell’anno 2017 (-39% rispetto all’anno precedente). Tale componente risulta tuttavia ancora molto significativa in termini relativi: ha rappresentato infatti il 13% degli arrivi via mare dell’anno.

Richieste d’asilo: nel 2017 sono state 130mila. Anche sul fronte delle richieste di asilo l’andamento nel corso dell’anno appena concluso evidenzia un calo nel numero delle domande presentate a partire da luglio-agosto, parallelamente a quanto è avvenuto per gli sbarchi – sebbene come è noto le richieste di asilo riguardino anche migranti giunti via terra e via aerea. Complessivamente nel 2017 sono state 130mila le richieste di asilo, con un lieve aumento rispetto all’anno precedente (+5,4%), e presentate soprattutto da nigeriani, bangladesi, pakistani, gambiani e ivoriani.

Nel 2017 sono state esaminate oltre 80mila domande, 10mila meno rispetto al 2016. Si conferma molto significativo il numero di migranti a cui non è stata riconosciuta alcuna forma di protezione: il 60% del totale, cioè 47.839 casi (i dinieghi comprendono anche gli irreperibili).

E’ cresciuto il numero di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato, status che nel 2017 ha costituito l’8,5% degli esiti – era il 5,5% l’anno precedente – mentre si è fortemente ridimensionata la protezione sussidiaria che nel 2016 era stata concessa a oltre 11mila migranti e nel 2017 a 5.800.  Una domanda su quattro ha avuto come esito la protezione umanitaria.

Relocation: il 43% dei richiedenti protezione internazionale è stato trasferito in Germania. Infine, uno sguardo ai dati relativi al programma di “relocation” avviato a settembre 2015 dalla Commissione Europea a beneficio dell’Italia e della Grecia, i Paesi europei maggiormente soggetti alla pressione del fenomeno migratorio.

Al 31 dicembre 2017 sono stati trasferiti dall’Italia in un altro Stato Membro 11.464 richiedenti protezione internazionale. Si tratta quasi esclusivamente di cittadini eritrei (95% dei casi) e solo di 521 siriani e 98 di altre provenienze che possono beneficiare del programma. Tra i trasferiti anche minori accompagnati (1.083) e minori soli (99).

I richiedenti protezione internazionale sono stati accolti soprattutto dalla Germania, dove è stato ricollocato il 43% dei migranti. Seguono Svezia (10,6%) e Svizzera (7,8%); quest’ultima pur non facendo parte dell’Unione Europea grazie ad accordi bilaterali con l’Italia ha reso disponibili posti per il ricollocamento.

Fonte: Ismu

Fondazione ISMU – Iniziative e Studi sulla Multietnicità è un ente di ricerca scientifica indipendente. Dal 1993 ISMU è impegnato nello studio e nella diffusione di una corretta conoscenza dei fenomeni migratori, anche per la realizzazione di interventi per l’integrazione degli stranieri.

ISMU collabora con istituzioni di governo a livello nazionale ed europeo, amministrazioni locali e periferiche, agenzie socio-sanitarie, istituti scolastici di ogni ordine e grado, università, centri di ricerca scientifica italiani e stranieri, fondazioni nazionali e internazionali, biblioteche e centri di documentazione, agenzie internazionali e rappresentanze diplomatiche, associazioni del terzo settore, aziende e associazioni di categoria.

Terzo settore in costruzione: al via il percorso di Ciessevi che spiega la Riforma

Ciessevi Milano e i Forum del Terzo settore Città di Milano e Martesana hanno lanciato, durante il Convegno “Facciamo la Riforma insieme” alla Camera del Lavoro di Milano, il percorso “Terzo settore in costruzione”: un ciclo di incontri, sul territorio della Città Metropolitana di Milano, per spiegare la Riforma del Terzo settore.

Infatti, nei prossimi due anni – 2018-2019 – si apre per le organizzazioni senza scopo di lucro una stagione di cambiamento. Ogni ente dovrà ripensare la propria collocazione all’interno del Registro unico nazionale del Terzo settore. Sarà soprattutto un periodo in cui ri-costruire l’approccio culturale, sociale e partecipativo sia nelle pratiche associative sia nei sistemi organizzativi, dalla governace fino agli adempimenti amministrativi e fiscali. Una trasformazione che toccherà scopi statutari, modalità organizzative e un nuovo modo di operare e fare non profit.

Scarica la timeline della Riforma
Scarica la scheda sulle principali novità per gli enti di Terzo settore
Scarica le slides “Una rete progettuale di supporto agli enti di Terzo settore” presentate dal direttore di Ciessevi, Marco Pietripaoli.

 

Gli incontri territoriali
Il percorso “Terzo settore in costruzione” prevede un ciclo di tre incontri così suddivisi:

  • Primo incontro: Il nuovo sistema per il Terzo settore: cosa cambia e quali sono i principi generali
    La Riforma del Terzo settore interessa tutti gli enti non profit. Capiamo insieme quali sono le novità e come queste possono influire sulle nostre organizzazioni.
  • Secondo incontro: Il nuovo contesto giuridico normativo degli enti di Terzo Settore.
    Chi sono gli ETS, la nuova centralità delle attività d’interesse generale, limiti ed opportunità
  • Terzo incontro: La nuova fiscalità e le nuove agevolazioni per gli Enti di Terzo Settore.
    Un impianto logico ridefinito in relazione alla fiscalità e alle agevolazioni previste dal Codice. Le attività istituzionali in forma non commerciale e/o commerciale.

 

CALENDARIO

MILANO

  • Milano – sede Acli Lombardia in via Bernardino Luini 5:
    23 e 30 gennaio; 6 febbraio 2018, orario 17.30-20.00
    Iscriviti al percorso>>

 

AREA SUD EST
In collaborazione con il Coordinamento del volontariato locale di San Donato:

  • San Donato – Spazio della Comunità in via Unica Bolgiano 2:
    24 e 31 gennaio; 7 febbraio 2018, orario 20.30-23.00
    Iscriviti al percorso>>

 

NORD MILANO
In collaborazione con Fondazione Nord Milano:

  • Sesto San Giovanni – Auditorium Bcc, viale Gramsci 194 (in attesa di conferma):
    25 gennaio; 1 e 8 febbraio 2018, ore 20.30-23.00
    Iscriviti al percorso>>

 

ADDA MARTESANA
In collaborazione con Forum Terzo Settore Martesana:

  • Gorgonzola – Centro Intergenerazionale in via Oberdan, angolo via Italia:
    12, 19 e 26 febbraio 2018, orario 20.30-23.00
    Iscriviti al percorso>>

 

ALTO MILANESE
In collaborazione con Fondazione Ticino Olona:

  • San Vittore Olona – Poli Hotel in via Sempione 241:
    14, 21 e 28 febbraio 2018, orario 20.30-23.00
    Iscriviti al percorso>>

 

AREA SUD OVEST
In collaborazione con il Coordinamento delle associazioni di volontariato di Rozzano:

  • Rozzano – Sala Conferenze Cascina Grande in via Togliatti 111:
    6, 13 e 20 marzo 2018, orario 20.30-23.00
    Iscriviti al percorso>>

 

NORD OVEST
In collaborazione con Fondazione Nord Milano:

  • Bollate – Sala Conferenze Biblioteca Comunale, piazza Dalla Chiesa 30:
    7, 14 e 21 marzo 2018, orario 20.30-23.00
    Iscriviti al percorso>>

 

MAGENTINO ABBIATENSE
In collaborazione con Fondazione Ticino Olona:

 

Scarica il volantino con il calendario degli incontri.

 

Il percorso è realizzato con molti partner. Ad oggi hanno aderito: Città Metropolitana di Milano, Fondazione Nord Milano, Fondazione Ticino Olona, Assifero, Consiglio Notarile di Milano, corso di laurea in Servizi sociali dell’Università Bicocca, Centro di Ricerche sulla cooperazione e sul non profit dell’Università Cattolica, Politecnico di Milano, Fondazione Politecnico, Cavarretta Assicurazioni e con i media Buone Notizie del Corriere della Sera e Milano Allnews. Il percorso è aperto ad accogliere altre partecipazioni.

Facciamo la Riforma insieme, il nuovo progetto di Ciessevi e Forum

Primo passo per illustrare le opportunità e le sfide poste dalla riforma del Terzo Settore in compagnia di oltre 1.500 realtà che quotidianamente operano sul territorio della città metropolitana di Milano. Il ricco cartellone di eventi continuerà poi fino ad agosto 2019 con seminari, pubblicazioni dedicate, nuovi servizi e “how to” digitali. I promotori: “La riforma porta a un cambiamento culturale epocale. Con questo percorso puntiamo sì all’informare, ma anche al fornire osservazioni condivise, costruite dal basso, utili al legislatore e ai soggetti attuatori”.

Tavole rotonde e nuovi servizi di accompagnamento, seminari, istant book, workshop, inediti strumenti di supporto/how to digitali, varo di percorsi formativi dedicati, promozione del “modello Milano” sul tavolo del Legislatore e su quello dei futuri Soggetti attuatori dei Decreti. Questi sono solo alcuni dei capitoli di “Terzo Settore in costruzione”, ricco cartellone di appuntamenti ideato da Ciessevi Centro Servizi per il Volontariato Città Metropolitana di Milano e da Forum del Terzo Settore Città di Milano e Martesana e che avrà il suo varo “operativo” lunedì 4 dicembre, ore 14.30, presso Camera del Lavoro di Milano in corso di Porta Vittoria 43.

Un percorso che coprirà un arco temporale di due anni e che chiama in causa direttamente non solo le oltre 15.000 non profit del territorio metropolitano, gli oltre 240.000 loro volontari, ma anche tutte le realtà pubbliche, private e anche profit che questa attesa Riforma vuole da subito co-protagonisti: “La norma tocca tutti gli enti non profit, e non solo – dichiarano gli organizzatori – ogni ente dovrà procedere ad avviare un ripensamento e una ri-collocazione della propria organizzazione in cui lo spartiacque sarà rappresentato dall’essere dentro o fuori dal Registro nazionale del Terzo Settore, ma anche dalla sezione specifica dello stesso nella quale andrà a collocarsi. Un ripensamento – concludono – che andrà a incidere fortemente sugli scopi di ogni singolo soggetto e in modo sostanziale sulla quotidianità organizzativa e nel modo di intendere e fare non profit. Lo stravolgimento sarà anche e soprattutto culturale, sociale, partecipativo e democratico, nelle pratiche associative e organizzative, nella governance sino a nuove applicazioni amministrative e fiscali”.

L’evento di lunedì 4 dicembre avrà inizio con una tavola rotonda dedicata proprio ad introdurre questi cambiamenti epocali grazie all’intervento di Paolo Petracca, portavoce Forum Terzo Settore Città di Milano, Ivan Nissoli, presidente Ciessevi, Luigi Bobba, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Valerio Pedroni, portavoce Forum Terzo Settore Martesana, Luca Degani, avvocato.
Conduce Elisabetta Soglio, giornalista Corriere Della Sera – Buone Notizie, media partner dell’evento. Al termine di questo primo panel, Marco Pietripaoli, direttore Ciessevi, declinerà la riflessione presentando le prossime opportunità dal e per il territorio della Città Metropolitana con l’approfondimento “Una rete progettuale di supporto agli Enti di Terzo Settore”.

L’incontro si concluderà poi con tavoli tematici dove le non profit (ma non solo) potranno riflettere su temi specifici della Riforma accompagnati dalla lettura politica di rappresentanti del mondo non profit e dalla guida tecnica di esperti, professionisti e studiosi. Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia e volontariato: i nuovi confini” sarà curata da Silvia De Aloe, Forum Terzo Settore martesana e Raffaele Mozzanica, avvocato esperto in diritto degli enti non profit.

I lavori sul macrotema “Profit e non profit: strumenti pratici per una relazione proficua con le proprie comunità” sarà introdotto da Umberto Zandrini, presidente Federsolidarietà di Confcooperative Milano e Carlo Mazzini, consulente di organizzazioni non profit sulla fiscalità e sulla legislazione del Terzo Settore. Il tavolo “La filantropia: tra obiettivi specifici e bisogni vecchi e nuovi delle comunità” sarà coordinato da Paola Pessina, presidente Fondazione Comunitaria Nord Milano e Monica De Paoli, notaia esperta giuridica in materia di enti non profit. L’ultimo tavolo d’approfondimento “L’imprenditoria sociale: una sfida per tutto il Terzo settore” sarà curato invece da Felice Romeo, coordinatore Dipartimento Welfare Legacoop Lombardia e Pietro Moro, avvocato Ufficio legale Confcooperative Milano, Lodi, Monza e Brianza.

Scopri il programma

È richiesta la registrazione all’evento e ai tavoli tematici compilando il form online. Per ulteriori informazioni farenonprofit@ciessevi.org – 02. 45475857 – www.ciessevi.org

I CSV “servono” 2 organizzazioni di volontariato su 3

I CSV forniscono almeno un servizio all’anno al 65% delle organizzazioni di volontariato italiane (odv, iscritte e non iscritte nei Registri regionali) presenti sul territorio di competenza: 31.827 sulle 49.122 risultanti dalle banche dati aggiornate tenute dagli stessi CSV.

In pratica 2 associazioni su 3 hanno usufruito di attività, risorse o spazi dei Centri di servizio, riconosciuti sempre più come l’unico punto di riferimento per migliaia di organizzazioni, soprattutto quelle meno strutturate.

Questo dato, definito come “indice di penetrazione dei CSV nel volontariato”, è uno fra i principali tra quelli contenuti nell’ultima edizione del Report sulle attività dei CSV realizzato da CSVnet. E farà da sfondo ai lavori della Conferenza annuale 2017 che – con oltre 300 delegati presenti – l’associazione nazionale dei Centri ha organizzato a Roma dal 29 settembre all’1 ottobre prossimi e intitolata “Al Centro per tutti – Il volontariato che accoglie il cambiamento”.

L’indagine, riferita al 2015 (ma i dati in elaborazione del 2016 non si discostano sensibilmente), conferma i CSV italiani anche come luoghi di partecipazione del volontariato: la platea delle associazioni che li gestiscono è salita a 9.621 soci, per l’87% organizzazioni di volontariato, a cui si aggiunge una quota del 12,5% relativa ad altre realtà del terzo settore. Interessante è anche il numero dei volontari presenti nei Centri: si tratta di 2.407 persone impegnate a titolo gratuito negli organi collegiali e come supporto agli staff.

Come detto, l’ultimo Report registra una mole impressionante di servizi erogati: con una rete di 377 punti di servizio, fra sedi e sportelli attivi su tutto il territorio nazionale, i CSV hanno fornito oltre 214 mila servizi per lo più gratuiti. Tra questi: 2.149 attività formative con oltre 47mila partecipanti e 27mila ore di docenza; 107.406 consulenze di ogni genere (+ 27% dal 2011 al 2015) erogate per il 92% da risorse interne ai CSV a favore di 21.652 odv – il 44% del bacino d’utenza complessivo; 59mila servizi logistici – tra prestiti di attrezzature e concessione di spazi alle associazioni; 20mila servizi d’informazione e comunicazione; 3.178 incontri per la promozione e lo sviluppo di reti e relazioni fra le odv.

Senza contare le 4.842 iniziative di promozione e le 18mila di orientamento al volontariato, che si aggiungono alle attività nelle scuole, con 1.596 istituti coinvolti, 158mila studenti, 4mila docenti e 3mila odv, in crescita del 12% rispetto al 2014.

Aumentano anche i beneficiari dei servizi: 45.842 sono le associazioni non profit servite, dato che registra un aumento del + 18% rispetto al 2011.  Si tratta in gran parte di organizzazioni di volontariato (69%) anche se la crescita più importante riguarda le associazioni di promozione sociale, cooperative e altre associazioni servite, che hanno un peso del 15% sul totale. Una tendenza, questa, che dimostra come i Centri siano già attenti a rispondere ai dettami del nuovo Codice del Terzo settore, che assegna loro il compito di gestire servizi rivolti ai volontari di tutti gli “Enti di Terzo settore” (aprendo ad essi anche l’ingresso nella governance) e non più alle sole associazioni definite dalla legge 266/91 sul volontariato, presto abrogata in seguito dalla riforma (legge 106/2016).

Triplicate infine le realtà profit ma soprattutto i gruppi informali (2.500 unità) raggiunti, dati che, insieme all’aumento del 170% dei cittadini intercettati (68mila in tutto) spiegano come i CSV riescano ad attrarre anche le forme più spontanee e meno organizzate di impegno sociale.

Riguardo i costi, nel 2015 i CSV hanno speso 47,7 milioni di euro provenienti dai fondi speciali costituiti dalle Fondazioni bancarie, invece dei 50,01 dell’anno precedente (-4,8%): un dato importante alla luce sia della crescita dei servizi, sia della contrazione delle risorse economiche a disposizione. Infatti, tra il 2014 e il 2015 (escludendo la quota di circa 1,5 milioni per il funzionamento dei Comitati di Gestione) i fondi complessivi – compresi i residui degli anni precedenti – sono diminuiti del 3,9% passando dai 77,6 a 74,6 milioni di euro.

“La riforma del Terzo settore ha legittimato e valorizzato la presenza ormai ventennale dei CSV in tutto il territorio nazionale, – dichiara il presidente di CSVnet, Stefano Tabò. – Ed ha aperto una nuova stagione in cui i CSV non saranno solo ‘per’ tutto il volontariato, ma anche ‘di’ tutto il terzo settore, continuando a lavorare per una sempre più efficace promozione del volontariato e per la crescita di tutte le forme di impegno sociale gratuito nel nostro Paese”.

Sul sito di CSVnet sono disponibili il Report “in pillole” e le infografiche.

Fonte: CSVnet

Volontariato e Impresa Sociale: primato lombardo

Il volontariato dei lombardi supera il resto d’Italia.

Un lombardo su sette è impegnato in attività di volontariato e uno su cinque versa finanziamenti ad associazioni che si occupano di sociale.

Il 14% nel 2016 contro l’11% nazionale è impegnato in attività gratuite di volontariato e il 20,1% contro il 14,8% nazionale versa a un’associazione impegnata nel sociale.

Un dato che porta la Lombardia al primo posto in Italia per numero di persone sopra i 14 anni che si occupano, gratuitamente e in diversi modi, degli altri. A dirlo è la Camera di Commercio di Milano, che ha elaborato i dati Istat del 2016 e del 2015.

Crescono, anche, le imprese sociali in Lombardia, +3,2% in un anno. Sono 11.519 le imprese del settore nel 2017, (il 17,6% delle 65 mila attive in Italia, una su sei) e danno lavoro a 181 mila addetti (il 23,4% del totale nazionale di 772 mila, quasi uno su quattro).

Milano è la più attiva con 4.608 imprese (+3,4% in un anno) e 67 mila addetti, seguita da Brescia (1.326 imprese e 22 mila addetti), Varese (1.029 imprese e 13 mila addetti), Bergamo (1.015 imprese e 23 mila addetti) e Monza (924 imprese e 11 mila addetti).

In un anno crescono molto Sondrio (+6%), Como (+5%), Varese (+4,3%), Pavia (+4,1%).

Mentre in Italia prima tra tutte Roma con 5.698 imprese sociali e 80 mila addetti, seguita da Milano (4.608 imprese e 67 mila addetti), Napoli (3.722 imprese e 29 mila addetti), Torino (2.579 imprese), Palermo (1.925), Bari (1.687) e Catania (1.540).

In cima alla lista, le imprese nel settore dell’istruzione, con 4.532 imprese, il più ampio seguito dall’assistenza sanitaria (3.415) e sociale (2.193). E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Istat 2016 e 2015 e dati registro delle imprese al primo trimestre 2017 e 2016.

Infine la presenza femminile nel settore risulta forte con 3.462 imprese in Lombardia e 22.370 nel Paese che pesano rispettivamente il 30,1% e il 34,2% del totale.

Tra i territori lombardi è Pavia la più “femminile” con il 40,5% mentre in Italia è Oristano a raggiungere la parità (le donne pesano il 50,8%), seguita da Nuoro, Terni e Massa Carrara.

AID promuove la 2° Edizione della Settimana Nazionale della Dislessia

Dal 2 all’8 di ottobre 2017 si terrà, in tutta Italia, la seconda edizione della Settimana Nazionale della Dislessia, promossa da AID, Associazione Italiana Dislessia – che da 20 anni si impegna ad accrescere la consapevolezza e la sensibilità nei confronti dei DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento).

Obiettivo della Settimana Nazionale della Dislessia 2017 è mettere al centro di tutte le attività gli stessi ragazzi DSA, rendendoli i protagonisti dell’evento, attraverso molteplici iniziative rivolte a loro e alle loro famiglie.

L’iniziativa prevede un articolato programma che include circa 400 iniziative di informazione e sensibilizzazione in 80 province italiane.

300, inoltre, gli enti pubblici e le istituzioni scolastiche coinvolte come partner dell’iniziativa, in tutta la Penisola.

Quest’anno l’evento si propone di mettere in luce le potenzialità dei bambini e dei ragazzi con DSA, piuttosto che le loro difficoltà. Infatti, i ragazzi DSA hanno un diverso modo di apprendere e per loro sono necessarie strategie differenti rispetto a quelle usate canonicamente.

Comprendere le loro difficoltà e il loro modo di pensare, creativo e divergente, permette di trovare nuove risorse e di fare la differenza, nel percorso verso l’inclusione e il successo scolastico e lavorativo. Da qui l’idea di leggere l’acronimo che identifica i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, DSA, da un altro punto di vista: “DSA? Diverse Strategie di Apprendimento” – Conoscerle per fare la differenza.

Anche quest’anno la Settimana Nazionale della Dislessia si terrà in concomitanza con la European Dyslexia Awareness Week, promossa dalla European Dyslexia Association (EDA).

Per maggiori informazioni sugli eventi locali, oltre che approfondire i servizi di sostegno e i progetti promossi dall’Associazione Italiana Dislessia, è possibile collegarsi al sito web http://www.aiditalia.org/ e alla pagina Facebook dell’Associazione (https://www.facebook.com/aiditalia ).

 

AID: Associazione Italiana Dislessia

AID – Associazione Italiana Dislessia – nasce con la volontà di fare crescere la consapevolezza e la sensibilità verso il disturbo della dislessia evolutiva, che in Italia si stima colpisca circa 1.900.000 persone. L’Associazione conta oltre 18.000 soci e 98 sezioni attive distribuite su tutto il territorio nazionale. AID lavora per approfondire la conoscenza dei DSA e promuovere la ricerca, accrescere gli strumenti e migliorare le metodologie nella scuola, affrontare e risolvere le problematiche sociali legate ai DSA. L’Associazione è aperta ai genitori e familiari di bambini dislessici, ai dislessici adulti, agli insegnanti e ai tecnici (logopedisti, psicologi, medici).

“L’importanza di un sorriso”

Dopo una sospensione, grazie al progetto scuola-volontariato, sono approdato all’Associazione Anffas Nord Milano.

 

Mi sono trovato bene, ho percepito fin da subito una semplice felicità nei numerosi ragazzi ospiti dell’associazione che mi ha meravigliato…. Era una felicità che non è comune né in me, né nei ragazzi che frequento abitualmente.

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Volontariato under 18. Perché no?

La scuola, i compiti, lo sport, gli amici e poi anche un po’ di sano divertimento.

Le giornate che si rincorrono l’un l’altra, mentre i dubbi restano fissi nella testa: è possibile fare volontariato a 16 anni? 

Perché dedicare il mio tempo a chi ha bisogno? 

Sarò all’altezza? 

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“Ascoltando gli altri ho imparato ad ascoltare me stessa”

Quando la solidarietà passa attraverso un filo… del telefono.

L’aiuto telefonico è una delle numerose occasioni di solidarietà. Sono molte le situazioni che portano a cercare in una cornetta una voce amica: aids, alcool, violenze domestiche, problematiche del lavoro, tossicodipendenza, depressione, ansia o solitudine…

il catalogo degli ostacoli che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni è senza fine.

E ognuno ha il diritto di essere ascoltato.

Proprio per questo l’aiuto, la voce e il tempo, di nuovi volontari è prezioso. Pazienza e ascolto possono confortare, sostenere, motivare, infondere fiducia, speranza e pace a chi è in difficoltà…

Antonella – Volontaria Telefono Amico

Nel nome della bidella

Da anni coltivo il desiderio di diventare una donatrice di sangue. Per pigrizia non mi sono però mai recata a fare l’esame di idoneità. Di punto in bianco ho deciso di tradurre in pratica i miei buoni propositi e mi sono sottoposta a visita e prelievo.

Chiuse le boccette con i campioni per gli esami, mi è stata quindi consegnata la chiave per recuperare alla macchinetta una veloce colazione e rimettermi in sesto dopo la mattinata a digiuno. Lì ho incontrato “Ido”. Poco più di trent’anni, un sacco di spiegazioni rassicuranti per un’aspirante donatrice alle prime armi. E una lezione sul valore della promozione del volontariato.

Sdoganati i quesiti più tecnici, la domanda più semplice, forse la più prevedibile soprattutto per chi, come me, per tanto tempo ha pensato di donare sangue, ma non lo ha mai fatto: “Perché sei diventato donatore?”.

Ed ecco che dal sorriso pronto prende forma il ricordo della bidella delle elementari, festeggiata a scuola con tanto di medaglia per i suoi 50 anni da donatrice Avis: “Mi era sembrata un’impresa immensa. La sua soddisfazione, la grande festa… l’immagine della mia bidella che aveva raggiunto questo traguardo così importante e ammirevole mi ha colpito molto – racconta – . Da quel momento ho iniziato a contare gli anni che mi mancavano per diventare maggiorenne e poter poi presentarmi in Avis. E da allora non ho mai smesso”.

Oggi sono per lo più volenterose maestre e insegnanti a promuovere questi progetti di conoscenza diretta e sperimentazione del valore e del piacere dell’impegno per l’altro nelle scuole primarie e nei nidi. La speranza è che se ne attivino sempre di più. Perché l’educazione a una cittadinanza solidale si può apprendere fin dalla tenera età, anche sui banchi di scuola. Parola di “Ido”.

Donatella, bidella in pensione e donatrice Avis

Erica e CELIM, un’esperienza appagante

Erica, 27 anni, laureata in Lingue e letterature straniere, è approdata a CeLIM – spiega – “dopo alcune esperienze saltuarie e informali di volontariato: per esempio la vendita delle stelle di Natale e delle uova di Pasqua per l’AIL”.

E qui si è impegnata per la prima volta con continuità come volontaria durante tre mesi intensi e costruttivi di collaborazione. Giornate ricche di scoperte e di soddisfazioni, come raccontano le sue righe a seguire.
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Codice del Terzo settore, gli argomenti di CSVnet nelle audizioni parlamentari

Gli interventi alla Camera e al Senato del presidente Tabò e i documenti presentati sul decreto attuativo più corposo della riforma del Terzo settore.

Nell’ambito di una valutazione positiva, rilevate alcune incongruenze e la necessità di cambiamenti nelle disposizioni riguardanti il tema del controllo esercitato dai CSV sugli enti del terzo settore.

Chiesta l’estensione ai CSV dell’incompatibilità prevista per gli amministratori delle reti associative.

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“Ero straniero – L’umanità che fa bene”

Con la campagna “Ero straniero – L’umanità che fa bene” si vuol lanciare un movimento culturale capace di far emergere quel patrimonio di solidarietà che, per quanto a volte sia difficile da vedere, è fortemente diffuso e radicato nei nostri territori. L’alternativa è lasciare campo a paura e insicurezza, che alimentano xenofobia e intolleranza, soprattutto tra quelle fasce segnate da povertà, sofferenza ed esclusione.

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Alternanza scuola-lavoro: la scelta nel volontariato

Nell’anno scolastico 2016-2017 più di 8.200 studenti sono stati coinvolti, insieme a 441 docenti di 237 istituti, in progetti di alternanza scuola-lavoro, realizzati dalla rete dei CSV in collaborazione con 656 associazioni. È quanto emerge da una ricognizione interna svolta da CSVnet nel marzo 2017 e a cui hanno risposto 53 dei 69 CSV soci.

 

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Usa il cervello fallo col cuore: dona!

Usa il cervello, fallo col cuore è la campagna di sensibilizzazione alla donazione di organi, sangue e latte materno, promossa dal CSV Cosenza insieme a 16 associazioni di volontariato. La campagna è stata presentata ieri, a Rende, durante un incontro al quale ha partecipato anche il coordinatore del Centro Trapianti della Calabria, Pellegrino Mancini.

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Quando il bene comune torna alla società

CSVnet ha avviato e messo online la raccolta dei progetti di recupero di edifici e spazi abbandonati in cui i Centri di servizio sono stati protagonisti o hanno dato un supporto. E insieme alla Sibec lancia un laboratorio di formazione per presidenti e direttori.

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Che cosa è la felicità?

Secondo il padre della psicologia positiva Martin Selingman il 60 per cento della felicità è determinata dai nostri geni e dall’ambiente, il restante 40 per cento dipende da noi. Pare che la felicità sia anche anche contagiosa.

 

I ricercatori della Harvard University hanno scoperto che quando una persona diventa felice, un amico che le vive vicino ha una probabilità del 25 per cento in più di diventarlo anche lui.

 

E secondo un’altra ricerca, condotta sul volontariato, le persone che passano del tempo ogni mese ad aiutare gli altri sono più felici (e questo lo scriveva già Lev Tolstoj 200 anni fa).

 

#giornatadellafelicita

L’Unicef lancia l’Humanitarian Action for Children per il 2017

Un appello per il 2017 a favore di 48 milioni di bambini che vivono in aree del mondo colpite dai peggiori conflitti e da altre emergenze che hanno bisogno di assistenza umanitaria.

 

Si stima che, nella maggior parte dei paesi compresi nell’appello, 7,5 milioni di bambini dovranno affrontare malnutrizione acuta grave, di questi circa 500.000 bambini solo nel Nord est della Nigeria e in Yemen.

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NORCIA VIVE, una CASA delle ASSOCIAZIONI per la ricostruzione sociale della Valnerina

Una comunità quando è privata di ogni punto di riferimento, può ricominciare a ricomporsi anche a partire dal ripristino di spazi predisposti alla socialità, alla condivisione di idee, di progetti.

Ma anche se viene coinvolta in prima persona nella realizzazione di iniziative tenute insieme dallo stesso filo rosso della rinascita, della rigenerazione, della libera espressione della creatività positiva che l’associazionismo insieme con il Cesvol possono e devono mettere in campo per la rinascita di Norcia.

 

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Boom di Volontari in Stazione Centrale a Milano.

Sarà stato il fatto di vedere tanti con la pettorina di Progetto Arca all’opera in Stazione Centrale con i profughi siriani a partire dalla fine del 2014, o anche il vedere alla sera i volontari dell’Unità di Strada all’opera nel cuore di Milano, sta di fatto che la Fondazione sta vivendo un vero e proprio boom di richieste di volontariato.

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Good Deeds Day a Roma insieme per il bene comune

Solidarietà: Good Deeds Day sono aperte le iscrizioni per giornata internazionale a Roma del 31 marzo e 1°-2 aprile con eventi in tutta la Capitale e festa al Circo Massimo insieme a Maratona di Roma.
Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per le associazioni, i gruppi spontanei, i comitati di quartiere e le istituzioni della Capitale sul sito InsiemePerIlBeneComune. Torna così anche quest’anno in Italia, per la terza edizione, l’appuntamento di attivazione internazionale per il bene comune che nel 2016 ha raccolto l’adesione di 75 Paesi del mondo. L’anno scorso la manifestazione ha registrato oltre 100 organizzazioni aderenti per un totale di 50 iniziative di solidarietà realizzate, in un solo giorno, nella sola città di Roma.

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Norcia, quel lavoro insostituibile dei “volontari delle piccole cose”

TERNI – Tra quei cumuli di macerie Monica De Carlo, giovanissima volontaria ternana dell’associazione di protezione civile “Ferriera”, fu in prima linea per prestare soccorso alle popolazioni di Umbria e Marche colpite dal sisma. Era il 1997, anche in quell’occasione sentì l’esigenza di partire per dedicare il proprio tempo libero alla solidarietà e al sostegno delle persone in difficoltà. Tre anni dopo, Monica venne strappata alla vita nel pieno della gioventù, ma ancora oggi il suo nome è vivo e presente grazie all’associazione che i genitori, Giovanna e Roberto, hanno fatto nascere 16 anni fa.

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Le mille volontarie che puliscono casa alle donne malate di cancro

“Cleaning for a reason”. Ovvero pulire per un motivo. Sì, ma qual è il motivo? Consentire alle donne di prendersi cura di se stesse. Soprattutto quando sono malate. Potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto. Soprattutto là dove non esiste un sistema sanitario gratuito per tutti (come negli Usa) ed efficiente (è il caso del Canada; nonostante il sistema universalistico più della metà degli abitanti acquista un’assicurazione privata per coprire le prestazioni non garantite).

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La TV senior fatta dai volontari

Questa è una storia particolare. Di quelle che spesso ci viene da dire “eh, ma capitano solo fuori dall’Italia”. Ma anche se fosse vero, questa storia potrebbe insegnare molto ad un Paese sempre più “over 50” come l’Italia e con una tradizione di volontariato così radicata, stuzzicando la nostra fantasia, raccontandoci che esistono mille modi per essere “senior” e altrettanti per essere utili agli altri.

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Il “Panettone d’Oro 2017” si tinge di rosa, tante le donne premiate

Svelati sabato 11 febbraio presso Triennale – Teatro dell’Arte di Milano i nomi di persone e associazioni a Palazzo Marino meritevoli del premio alla virtù civica “Panettone d’Oro 2017”, riconoscimento ideato a metà degli anni 90’ da Coordinamento Comitato Milanesi, e nato col fine di premiare persone e associazioni distintesi sul territorio per le loro virtù civiche.

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Prima migranti, poi studenti Univol

Ibrahim Borete, arrivato anni fa come profugo, e Bledjan Beshiraj, ex minore non accompagnato, entrambi in servizio come operatori alla caserma Montello, da una settimana sono compagni di banco. In classe imparano le tecniche per ospitare al meglio i trecento richiedenti asilo che dormono nella struttura.

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“Social street” e partecipazione: così i cittadini sperimentano la solidarietà

BOLOGNA – Gli abitanti di via Duse e dintorni hanno dato vita a una social street con 150 iscritti, rimangono in contatto tramite Facebook, si incontrano in uno dei 5 bar della via per il social coffee e si aiutano a vicenda. C’è chi chiede in prestito il trapano, qualcuno annaffia le piante di chi va in vacanza o tiene il bimbo della vicina in caso di emergenza. Ma anche il territorio diventa oggetto di attenzione e cura: la social street ha presentato un progetto per fare di via Duse una zona con il limite di velocità a 30 km all’ora con attraversamento pedonale rialzato.

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Gli «Oscar» della bontà: i “campioni” di solidarietà sono le persone comuni

MILANO – Il prete anticamorra di Napoli, il leader della Comunità cinese di Milano che si batte per la loro integrazione, la Bar Boon Band formata da musicisti senza fissa dimora, la coreografa che nella stazione di Roma Termini ha creato l’associazione Ali Onlus per l’integrazione di ragazzi a rischio devianza, l’insegnante che incontra i ragazzi per prevenire e contrastare il fenomeno di bullismo e cyberbullismo. E tanti altri.

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#MettoIlCappello: la campagna social virale

Semplicità e social media vanno a braccetto. È quello che devono aver pensato gli ideatori della campagna#mettoilcappello, di Fondazione Progetto Arca, Onlus milanese che opera nel campo dell’accoglienza. E non c’è nulla di più semplice che registrare un video con lo smartphone e caricarlo su Facebook, Instagram e Twitter.

 

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Un Ambrogino per sport e inclusione. Ecco la storia di Arjola

La storia di Arjola Dedaj, è quella di chi ha trovato nel nostro Paese la patria per crescere e fare comunità. La sua vicenda si divide a metà fra Albania, dove è nata nel 1981, e Italia, dove ha la cittadinanza dal 2012. Lo sport, il lavoro, l’amore lo ha trovato in questa seconda parte della vita. Anche il successo. Tanto che Arjola Dedaj, cittadina italiana anche per meriti sportivi, ha recentemente ricevuto l’Ambrogino d’oro, il massimo riconoscimento conferito dal Comune di Milano.

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Cos’è che spinge alcune persone a diventare volontari rispetto ad altre?

Quali sono gli aspetti psicologici che spingono le persone a fare volontariato? E come le associazioni possono utilizzare queste conoscenze per reclutare nuovi volontari?

In Gran Bretagna un coordinamento di associazioni, riunite attorno alla sigla Step Up To Serve, ha lanciato la Campagna #iwill per promuovere i benefici dell’azione sociale tra i giovani, soprattutto nella fascia dai 10 ai 20 anni. «Abbiamo l’obiettivo ambizioso – afferma Emily Dyson, responsabile della Campagna – di arrivare alla partecipazione al volontariato di 1,5 milioni di giovani entro il 2020».

 

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