Milano vuole un testo unico per il Terzo settore

Luigi Bobba
da sinistra: Emanuele Patti, Luigi Bobba, Lino Lacagnina

Milano 13 giugno – “Serve una nuova normativa che metta ordine in un settore frammentato e faccia si che il non profit diventi anche soggetto di economia sociale. Un soggetto che, dunque, sia capace di fare impresa sociale. Ma non solo: che apra anche a nuove strade di cittadinanza, come per esempio un servizio civile universale.
L’impegno del governo, inoltre, è di costruire, insieme a questa grande rete di associazioni, un welfare partecipativo e comunitario, cioè inclusivo, più equo, attento alle fasce più deboli e capace di guardare ai nuovi bisogni della collettività”.
 

E’ quanto ha dichiarato oggi il sottosegretario Luigi Bobba, nel giorno della chiusura delle consultazioni richieste da Governo Renzi al Terzo settore prima di varare la riforma del prossimo 27 giugno. Dichiarazioni che il sottosegretario Bobba ha fatto nell’incontro, promosso da Forum terzo Settore Città di Milano e Ciessevi, che si è tenuto nel Salone Clerici di Acli a Milano.
 
Terzo Settore Milano

Terzo Settore Milano

L’appuntamento, con in platea un centinaio di rappresentanti degli enti non profit della provincia di Milano, è stato l’occasione per portare all’attenzione del Governo il punto di vista del Terzo Settore di Milano e una serie di proposte: riforma del libro primo del Codice civile, revisione della legge quadro sul volontariato, nuova normativa per le associazioni di promozione sociale e le imprese sociali, revisione delle normative fiscali e nuovi sistemi di accreditamento e voucher. All’incontro con il sottosegretario Bobba sono intervenuti anche il portavoce del Forum Terzo Settore Città di Milano, Emanuele Patti; il presidente di Ciessevi, Lino Lacagnina; i deputati Ezio Casati, e Raffaello Vignali; gli assessori del comune di Milano Marco Granelli e Pierfrancesco Majorino; l’ex consigliere di Regione Lombardia, Francesco Prina e Riccardo Bonacina, direttore editoriale della rivista “Vita”.
 
Majorino

Marco Granelli

“Il presidente Renzi – ha affermato Bobba – ha lanciato un grande progetto di riforma e, soprattutto, una chiamata alla responsabilità del vasto mondo associativo-volontario-cooperativo che rappresenta uno dei talenti del Paese e che continua a vivere grazie alla operosità che molti cittadini mettono in campo per rendere migliore la qualità della vita di tanti”. Il sottosegretario al Welfare dialogando con i rappresentanti del non profit milanese ha inoltre fatto una premessa: «Il 27 giugno il Consiglio dei ministri licenzierà una legge delega, ovvero i principi in base ai quali dare corpo alla nuova normativa. Per cui, non saremo ancora nella fase in cui si metteranno nero su bianco i singoli articoli della legge. Ecco perché i vostri contributi, precisi e puntuali, ci saranno quindi utili in una seconda fase».
 

«Vedo comunque di fronte a noi un bivio con tre strade. La prima riguarda il Codice civile, dove dobbiamo scegliere se focalizzarci sull’attività svolta dagli enti non profit oppure se sulla concentrarci sulla loro forma giuridica. In sostanza, si tratta di decidere cosa è sociale e cosa non lo è. Poi c’è il tema fiscale: il principio della fiscalità compensativa è un pilastro giuridicamente sostenibile e trasparente. Eppure, su questo fronte, ci manca la strumentazione per quantificarne l’impatto sociale. Infine il riordino della normativa di settore. Questo forse è il passaggio più semplice. Ma dobbiamo decidere: riformare le varie leggi o riunirle in un Testo unico, più coerente, ma anche più difficile da modificare?”
 

Da Milano esce un messaggio chiaro: è necessario un Testo Unico per il Terzo Settore che ponga le basi per dare ulteriore rilancio non più al mondo non profit ma for people.
 
 
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Secondo il 9° Censimento delle Istituzioni Non Profit di Istat – relativi al 31 dicembre 2011 – sono 12.265 gli enti milanesi del Terzo Settore, il 4% del totale nazionale. Le risorse umane coinvolte si suddividono in 241mila e 200 volontari, 88 mila lavoratori retribuiti e altri 3.500 (religiosi, giovani del servizio civile e lavoratori temporanei). Il totale delle entrate di bilancio è di 10 miliardi e 600 mila euro, una cifra considerevole, rispetto agli oltre 17 miliardi della Lombardia e ai 64 miliardi del totale nazionale. La distribuzione delle entrate è assorbita per il 24% dalle fondazioni, mentre le cooperative sociali incamerano solo il 7% .
 
 

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