Il servizio civile volontario: un esercito di 15mila giovani

servizio_civileOggi alle ore 14:00 scadrà il temine ultimo per presentare le domande per il servizio civile: un impegno che dura un anno, durante il quale viene garantito un compenso di 433,80 euro al mese per un’attività di trenta ore settimanali, e a cui possono accedere i ragazzi e le ragazze che hanno già compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età.

 
Le domande devono arrivare direttamente agli enti che partecipano al progetto del servizio civile nazionale, che mettono a disposizione dei posti per i giovani e che sui propri siti Internet pubblicano tutte le informazioni utili per la presentazione delle candidature.
 
In Lombardia sono 168 i progetti attivi, per un totale di 1.084 volontari ricercati (per info: http://www.famiglia.regione.lombardia.it), ma più complessivamente sono 15.466 i volontari che possono trovare un “impiego” in progetti di servizio civile in Italia e all’estero (info: http://www.serviziocivile.gov.it).
 

Il servizio civile nazionale, istituito nel 2001 e che dal 2005 si svolge su base esclusivamente volontaria, è un’opportunità messa a disposizione dei giovani di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico «inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e, quindi, come valore di coesione sociale», spiega Riccardo Dell’Acqua, di Avis Legnano, nella cui sede hanno già operato dodici volontari, anche se al momento nessuno è in servizio, perché la carenza di fondi del ministero ha obbligato ad uno stop forzato tra un progetto e l’altro.

 
Problemi economici a parte, il servizio civile volontario garantisce ai giovani una forte valenza educativa e formativa, un’importante e spesso unica occasione di crescita personale, un’opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese.
 
«Più in generale – chiosa Dell’Acqua – con l’anno di servizio civile i ragazzi aggiungono un’esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, che li prepara meglio ad affrontare il passaggio dalla vita di studente al mondo del lavoro, dando loro modo di acquisire competenze direttamente sul campo».
 
Fonte Il Giorno
 
 

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