Volontariato under 18. Perché no?

La scuola, i compiti, lo sport, gli amici e poi anche un po’ di sano divertimento.

Le giornate che si rincorrono l’un l’altra, mentre i dubbi restano fissi nella testa: è possibile fare volontariato a 16 anni? 

Perché dedicare il mio tempo a chi ha bisogno? 

Sarò all’altezza? 

La curiosità e l’energia non manca ma spesso sono perplessità ed esitazioni ad avere la meglio.

Eppure è importante fare esperienze di gratuità perché è proprio a questa età maturano le vocazioni e le passioni che influenzano tutta la vita. Il volontariato può essere una di queste. Perché non provare?”.

A parlare è Fabio25 anni, volontario fin dall’adolescenza dell’associazione SuPerGiù Onlus. 

 

Con lui anche Clara, studentessa ventunenne, che motiva il suo impegno guardando indietro:

Io ho iniziato a fare qualcosa in oratorio il primo anno delle superiori perché mi hanno “tirata dentro”, anzi mi hanno quasi trascinata a forza gli amici. E a distanza di tanti anni, aiutare gli altri non ha ancora finito di regalarmi sorrisi e farmi sentire bene. Oggi sento che potrei essere io quel qualcuno che “tira” in questa avventura altri ragazzi e cerca di mostrargli quanto possa dare. Prima di averlo sperimentato si fatica a capire che non è solo dare agli altri, ma anche e soprattutto ricevere”. 

 

Provare per credere.
Molte le associazioni di volontariato che aspettano i più giovani sul territorio per proporre opportunità concrete e servizi adatti a loro: lavorare con i disabili, seguire i bambini nei compiti, aiutare i coetanei stranieri nella lingua italiana, volontariato ambientale … e molti altri ancora. Le occasioni non mancano. L’importante è trovare un senso, il proprio senso. 

 

Perché impegnarmi per aiutare gli altri? Una domanda aperta a tutti, ai ragazzi che stanno pensando di mettersi in gioco per la prima volta e a quanti hanno trovato nuove risposte lungo il proprio cammino.

 

Fabio e Clara, volontari associazione SuPerGiù Onlus

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