Volontariato: Le persone più motivate e altruiste? Quelle meno benestanti!

Incontro Volontari Expo - Giorgio Napolitano

Ricerca della Fondazione Volontariato e Partecipazione. I volontari con licenza elementare e scarse risorse economiche dedicano più tempo al volontariato e danno un contributo maggiore nei settori sanità, ambiente e cooperazione. I più ricchi si dedicano negli ambiti culturali e ricreativi, filantropia e ricerca.

 

Le persone con la sola licenza elementare e quelle in condizioni di forte disagio (disoccupati o con scarse risorse economiche) offrono una quota del loro tempo al volontariato superiore ad altre fasce in condizioni di vantaggio sociale. E’ uno dei dati principali contenuti nella ricerca ‘I profili del volontariato’ realizzata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione alla vigilia del Festival sul volontariato.

 

 

La ricerca analizza l’impegno dei volontari in base alle loro condizioni di benessere. Se in generale le persone meno benestanti si impegnano maggiormente, i volontari più ricchi si impegnano più spesso degli altri nelle organizzazioni operanti negli ambiti culturali e ricreativi, di filantropia, di istruzione e ricerca. Inoltre, i benestanti si dichiarano più spesso – nel confronto con gli altri – motivati a svolgere volontariato da convinzioni valoriali o sociali; vedono in misura maggiore come risultati dell’attività svolta il cambiamento personale, una maggiore coscienza civile e politica, la valorizzazione di precedenti esperienze e capacità altrimenti non utilizzate e il miglioramento delle capacità di relazioni; ma sono anche quelli che più spesso degli altri pensano che niente sia cambiato nella loro vita per effetto dell’attività come volontari.

I volontari con minori risorse economiche danno un contributo maggiore, sempre comparativamente rispetto agli altri, alle organizzazioni nei settori della sanità, dell’ambiente e della cooperazione; ricoprono ruoli assimilabili a professioni esecutive o dei servizi. Inoltre, sono motivati più dei primi da ragioni di miglioramento della vita relazionale (seguire i propri amici, già impegnati) e strumentale (per arricchimento professionale e avere maggiori opportunità di lavoro). I volontari meno ricchi, infine, pensano più spesso che l’attività di volontariato li abbia portati a sentirsi meglio con se stessi, ad essere più informati e ad acquisire maggiori competenze utili sul lavoro, come anche ad allargare la rete di relazioni.

 

 

Fonte: Redattore Sociale

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