USA, il #Volontariato fa bene alla carriera

Volontari“Lavorare dalle nove alle cinque” è da sempre un detto che unisce le giornate lavorative oltre oceano di milioni di persone, impresso a caratteri cubitali anche nei riferimenti culturali degli Stati Uniti, come per esempio nell’immortale classico Somebody’s Watching Me della coppia Rockwell/Jackson. Una certezza che però da poco sembra trovare nuovo senso e vigore proprio invece alla luce di quanto accade fuori da questo iconico orario, soprattutto se fatto nel nome del volontariato.

 

A dare la curiosa notizia è Vita.it con un articolo a firma di Martino Pillitteri dove si racconta come negli States le aziende stanno lentamente, ma inesorabilmente, notando un aumento dell’efficienza e della produttività dei propri dipendenti se a quest’ultimi viene consentito di intrecciare la propria quotidianità professionale con le più disparate esperienze di volontariato.

 

Nuove skill, maggiori competenze in tema leadership, self motivation, attitudine alla collaborazione, morale alto, spirito di gruppo accresciuto… queste sono solo alcune delle caratteristiche che i dipendenti portano così in dote alla propria azienda dopo che quest’ultima ha organizzato per loro un momento specifico di “volontariato aziendale”. Un circolo virtuoso, insomma, che accresce il benessere di tutti, consigli d’amministrazione compresi.

 

Il curioso articolo si conclude citando qualche caso noto a stelle strisce dove questa esperienza s’è tramutata in un successo, come nel caso dei dipendenti di JPMorgan Chase coinvolti in programmi pensati per aiutare i giovani a migliorare le loro capacità di lettura senza lasciare la loro scrivania attraverso un programma di tutoraggio virtuale, oppure della Union Bank dove i dipendenti sono coinvolti in una vasta gamma di attività di servizio alla comunità che spaziano dall’alfabetizzazione finanziaria ai bambini, ai servizi per i senza senzatetto, fino alla pulizia delle spiagge.

 

Un modo molto utile insomma per aggiungere il segno “+” non solo ai conti di fine anno, per la felicità degli amministratori delegati, ma anche, se non soprattutto, per modificare in meglio la propria giornata lavorativa e di riflesso anche il mondo che ci circonda.

 
 

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