Un “social market” per i poveri nel locale confiscato alla mafia

Social-MarketA Milano, in via Leoncavallo 12, i poveri segnalati dai servizi sociali potranno acquistare beni di prima necessità a prezzi calmierati. Il negozio apparteneva a un clan dedito al traffico di cocaina.

 

MILANO – Via Leoncavallo 12. Da fuori sembra uno dei tanti negozi chiusi con la crisi. E invece il piccolo locale oltre quella saracinesca nasconde una storia ben diversa: era di proprietà di un clan ‘ndranghestista che si occupava di traffico internazionale di cocaina.
 
A settembre, diventerà il primo “social market” d’Italia, un luogo dove i più poveri della città, segnalati dai servizi sociali, potranno acquistare beni di prima necessità a prezzi calmierati.
 
“Li avremo dalla grande distribuzione e da donazioni di privati – commenta l’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino -. Sia chiaro che non sarà un luogo dove chiunque può comprare. Non ci mettiamo a fare concorrenza ai negozi di vicinato”.
 
Oltre al locale di via Leoncavallo 12, oggi il Comune di Milano ha restituito alla città altri sei appartamenti, due box e un magazzino semi interrato. In zona 2, sono stati affidati sei beni (in via Leoncavallo 12 e 19, in via Oristano 14, in via Madre Picco 31), che verranno gestiti da associazioni per ex detenuti e famiglie in difficoltà e per ragazzi adolescenti con difficoltà d’inserimento sociale. Al 19 di via Leoncavallo starà Joint, associazione che organizza viaggi di volontariato internazionale. 

 
“Il bene ci è stato assegnato nel giro di un mese e sarà nostro per dieci anni”, spiega Francesco Malaspina, uno dei responsabili dell’associazione. Il loro locale apparteneva ad un usuraio collegato a clan della ‘ndrangheta e per tornare disponibile ha avuto bisogno di lavori per 40mila euro.
 
In zona 4, il Comune ha assegnato altri due beni, in via Santa Marcellina, in via Burlamacchi 7 in via Lambro 12. In zona 9 il progetto “Ortica Kitchen”, che si prende cura di disabili psichici, ha avuto per tre anni on gestione un box in via Brembo 23. “Sono state scelte solo realtà del terzo settore – spiega l’assessore Majorino – perchè a differenza del sud Italia, qui da noi non ci sono imprese confiscate, ma beni con cui è difficile fare imprenditoria”.
 
L’assessore dichiara poi che entro l’estate verranno assegnati altri 15 beni e lancia ad ottobre la seconda edizione del Festival dei beni confiscati, un’iniziativa sperimentata quest’anno per far conoscere ai cittadini i luoghi che un tempo sono stati la culla della criminalità organizzata a Milano. (lb)

 

Fonte Redattore Sociale

Il numero di Telefono del Social Market è 02/39520051
 
 

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