La riforma del Terzo settore favorira’ le start up sociali

Luigi-BobbaIl sottosegretario al ministero del Lavoro e politiche sociali, Luigi Bobba: “Digital, green e social sono i tre motori su cui investire”. Tabo’ (Csvnet): “Servono strumenti e condizioni di credito particolari, in virtù della responsabilità sociale delle Odv”

 

“La riforma del Terzo settore comprende una parte che sostiene la nascita di una nuova famiglia di imprese sociali, che si aggiungono alle cooperative sociali”. Lo ha affermato Luigi Bobba, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali intervenuto questa mattina al convegno “Diamo Credito al Volontariato” promosso dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione e dal Centro Nazionale per il Volontariato a Roma. Il sottosegretario ha ricordato come “digital, green e social” siano i tre motori su cui investire secondo l’Europa e ha parlato della necessità attuale di “sostenere lo sviluppo di organizzazioni che favoriscano la nascita di imprese sociali”, “dopo la legge del 2012 che ha investito sulle start up verdi”.
 

“La Delega per la riforma del terzo settore si incastona dentro a un disegno riformatore ampio – ha affermato Bobba – che vuole intervenire sia nel settore civilistico, sia nella legislazione di settore, sia nella legislazione fiscale, che in passato ha prodotto norme contraddittorie”. Il sottosegretario ha concluso affermando come ritenga “l’ibridazione dei due mondi dei volontari e dell’impresa“, un elemento positivo e di come la riforma “favorirà le reti associative di organizzazioni di volontariato”, ma è anche “fondamentale che nella delega sia inserito il principio trasparenza nell’uso di risorse“.
 

Stefano Tabo’, presidente di CSVnet, ha parlato di alcune buone pratiche mediazione con banche già in atto nei Centri di servizi di Crotone, Firenze , Lombardia, che hanno agevolato l’accesso a credito delle Odv. Per Tabo’ e’ auspicabile “la maturazione del rapporto con gli istituti bancari, attraverso strumenti e condizioni particolari, in virtù della responsabilità sociale delle Odv”. Inoltre “bisogna impostare la trasparenza contabile e amministrative, senza aggravio gestionale ma ottimizzando le richieste di banche e enti finanziatori”.
 

Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario nazionale Associazione nazionale Banche popolari, ha ricordato la storia di cooperazione e solidarietà delle banche popolari che “ogni anno erogano al sociale 200 milioni di euro anno, come prevedono per legge gli statuti”. Vincenzo Marini Marini, vice presidente dell’Acri, Associazione Casse Risparmio Italiano, ha parlato delle Fondazioni delle casse di risparmio, “corpi intermedi insieme al volontariato”, sottolineando l’importanza non solo del finanziamento, ma nella messa a disposizione di strumenti organizzativi a favore delle comunità. La “duttilità” e’ per Marini Marini la caratteristica delle Odv da valorizzare.
 
Fonte: Redattore Sociale
 
 

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