Psicologia: fare volontariato fa bene a corpo e mente

i volontariFare volontariato è importantissimo, sia per le persone che ricevono l’aiuto, che per chi lo offre.

Ebbene si, forse non lo sapevate, ma fare volontariato può migliorare la salute fisica e mentale.

 

Gli studi hanno infatti dimostrato che il volontariato aiuta le persone che donano il loro tempo a sentirsi più connesse socialmente, allontanando così solitudine e depressione. Come se non bastasse, il volontariato sarebbe anche connesso a una migliore salute fisica, a una pressione sanguigna più bassa e a una durata della vita più lunga.

Ma come può il volontariato contribuire ad abbassare la pressione sanguigna?

 

Secondo gli esperti, questo effetto benefico potrebbe essere dovuto al fatto che chi svolge delle attività di volontariato si mantiene più attivo.

 

Studi dimostrano inoltre che fare del bene può anche ridurre lo stress, sembra che la chiave per riuscire ad ottenere i benefici grazie al volontariato sia quella di farlo per le ragioni giuste, ovvero quella di fare del bene a coloro che ne hanno bisogno, e non per un proprio tornaconto personale.

 

Inoltre i ricercatori della Georgia State University e della Florida State University analizzando i dati raccolti, hanno constatato che le persone che lavoravano a tempo pieno o part time, e quelle che svolgevano meno di 100 ore di servizio di volontariato ogni anno, avrebbero sperimentato una riduzione della misura in cui le patologie croniche sono associate a conseguenti limitazioni funzionali, come ad esempio l’incapacità di camminare o di salire una rampa di scale.

Per giungere a tale conclusione, gli esperti hanno esaminato i dati di un campione di 13.268 persone di età superiore a 50 anni e inferiore ai 62 anni, le quali sono state intervistate ogni due anni.

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