Online le liste definitive per il 5 per mille 2016. Entro il 30 giugno la conferma dei requisiti

Cresce ancora il numero di iscrizioni al 5 per mille che arrivano a quota 51.724.

Gli elenchi definitivi 2016 degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche, aggiornati e integrati rispetto a quelli pubblicati lo scorso 13 maggio, sono da oggi in rete sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

 

Ma, affinché restino tali, i legali rappresentanti dei soggetti inclusi nelle liste dovranno provvedere a presentare, entro il prossimo 30 giugno, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per attestare il possesso dei requisiti di ammissione. Gli enti del volontariato dovranno inviarla alla direzione regionale delle Entrate del luogo dove hanno sede, le associazioni sportive dilettantistiche alla struttura del Coni competente per territorio. Il modello da utilizzare deve essere conforme a quello pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate e, a esso, occorre allegare copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante che sottoscrive.

 

Gli elenchi definitivi sono stati aggiornati e integrati, dopo le opportune correzioni, rispetto a quelli pubblicati lo scorso 13 maggio; da oggi, sono disponibili in Rete, sul sito dell’Agenzia. Per tutti, dunque, appuntamento entro fine giugno per l’invio della dichiarazione sostitutiva da parte dei legali rappresentanti. Per chi non dovesse fare in tempo, è previsto un extratime: sarà possibile rimediare, presentando la domanda d’iscrizione e la documentazione integrativa entro il termine ultimo del 30 settembre 2016. In questo caso, però, per poter essere ammessi al riparto delle quote del 5 per mille 2016, andrà versata, tramite F24 (codice tributo “8115”), una sanzione di 250 euro. Ovviamente, i requisiti per l’accesso al beneficio dovevano comunque essere posseduti alla data di scadenza delle domande d’iscrizione, vale a dire al 7 maggio, per gli enti di volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche, e al 30 aprile, per gli enti della ricerca scientifica e dell’università e quelli della ricerca sanitaria.

 

 

Fonte: Fisco Oggi

 

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