Le strade della solidarieta’ – Percorsi nella #MilanoSolidale

Le strade della solidarietà

Le strade della solidarietà

Esistono a Milano dei luoghi rappresentativi del suo passato più o meno recente. Monumenti ed edifici davanti ai quali si passa magari ogni giorno, senza accorgersi di essi o lanciando di tanto in tanto un’occhiata frettolosa e distratta.
 
«Le strade della solidarietà» è un’iniziativa che, attraverso itinerari mirati, intende far conoscere in modo approfondito i luoghi simbolo della storia e della coscienza civile del capoluogo lombardo, soprattutto tra Otto e Novecento, quando con la modernità e l’industria cominciava a diffondersi il benessere insieme alle contraddizioni più stridenti.

 

Nati da un’idea del museo Martinitt e Stelline, nomi affettuosi con cui a Milano si identificavano gli orfani, i tre percorsi si sviluppano attorno ad altrettante aree tematiche e condurranno i partecipanti a piedi, in tram o in metro, a scoprire una città inaspettata.

 

Le tre visite si svolgono in simultanea e le prossime date, tutte di sabato a iniziare dalle 10, sono dopo domani, il 23, il 30 novembre e il 14 dicembre (info: 02.43.00.65.20-22). Il primo tema, «Il lavoro come integrazione sociale», si focalizza sulla vita degli orfani nei secoli scorsi, l’educazione loro impartita e finalizzata all’avviamento a una professione pratica, vista come possibilità di riscatto e affermazione nella vita quotidiana.

 

Il percorso parte dal museo Martinitt e Stelline di corso Magenta (ritrovo), per poi portarsi alla chiesa di San Pietro in Gessate – dove sorgeva l’orfanotrofio maschile – e concludersi al museo della distilleria Branca. «Milano benefica e previdente» punta invece sugli ospedali, gli enti di assistenza e i loro benefattori. Dal Pio albergo Trivulzio (ritrovo) al Fatebenefratelli, per giungere infine al Cimitero monumentale. «Vite fragili: le donne, l’infanzia e gli istituti di assistenza» conduce ai luoghi di accoglienza per orfani, bambini abbandonati e non vedenti, come il brefotrofio provinciale di viale Piceno (ritrovo), l’Istituto dei ciechi, il Palazzo delle Stelline. Tre “viaggi” inconsueti e fuori dai luoghi comuni.

 

Fonte: Avvenire del 07/11/13

 
 

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