La notte dei Falo’ di Sant’Antonio

Notti di fuochi quelle dal 16 al 20 gennaio nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate. Segno di una presenza agricola che deve sempre più entrare nella consapevolezza dei milanesi. Il Progetto “AgriCultura” 

 
“Lilì, lilò, damm j legn de fà el falò”. Quella che si appresta a vivere Milano sarà una sorta di settimana dei Falò di Sant’Antonio che, dall’Ovest all’Est, rischiareranno le notti nella campagna milanese.
 
Sì, perché il Comune di Milano, capitale industriale prima e del terziario avanzato poi, ha una presenza agricola di tutto rispetto, con circa il 17% del suolo coltivato, potendosi così fregiare del titolo di 2° Comune agricolo d’Italia … «anche se i milanesi sembrano non saperlo – afferma Walter Cherubini, portavoce di Consulta Periferie Milano – come evidenziato da una nostra indagine: la maggioranza degli intervistati appariva addirittura sorpresa che possa essere posto il tema dell’agricoltura a Milano (!!!) e ciò a prescindere dall’età, dalla professione svolta o dal titolo di studio».
 
Così, proprio per affermare e far conoscere la realtà agricola milanese, ormai da qualche lustro ha ripreso sempre maggiore consistenza la tradizione dei falò, grazie all’iniziativa sia di aziende agricole che di associazioni culturali. «Una presenza agricola che deve sempre più entrare nella consapevolezza dei milanesi – precisa Riccardo Tammaro, presidente di Fondazione Milano Policroma – e proprio per questo è stato avviato il “Progetto AgriCultura”».
 
La tradizione dei falò è legata alla ricorrenza liturgica di Sant’Antonio Abate, patrono di macellai e salumai, di contadini ed allevatori e protettore degli animali domestici. Tale ricorrenza, che cade il 17 gennaio, tramanda l’antica tradizione, anche con influssi legati a riti celtici, quando le campagne del contado milanese venivano illuminate da una moltitudine di falò. Le fiamme avevano un valore di purificazione ed erano propiziatrici per il nuovo raccolto. Simbolicamente si bruciavano anche le sofferenze e i dolori dell’anno precedente. Il fuoco era un elemento purificatore e dalle sue ceneri il ciclo della natura tornava alla nuova vita.
 
«Ogni anno che passa – prosegue Gianni Bianchi, Presidente di Amici Cascina Linterno – aumenta sempre più il numero di partecipanti, grandi e piccini, che assistono ad uno spettacolo unico, con lingue di fuoco che raggiungono alcune decine di metri di altezza, ed esprimono un gesto di vicinanza a chi lavora la terra anche nella nostra città».
 
Quest’anno l’ardere dei fuochi (Calendario ed orari nel sito www.periferiemilano.it) inizia Mercoledì 16 nel Parco del Ticinello, vicino alla Cascina Campazzo, per proseguire Giovedì 17 nei borghi di Figino e Muggiano (Cascina Molino del Paradiso) ed al Parco delle Cave (Cava Aurora). Ma i fuochi arderanno ancora Venerdì 18 a Boscoincittà (Cascina San Romano) e poi anche Sabato18 al Parco Lambro (Cascina Biblioteca) ed al Parco delle Cave (Cascina Linterno) per concludersi Domenica 20 nel borgo di Quinto Romano (Cascina del bosco).
 

In buona parte dei casi, i falò saranno preceduti dalla benedizione degli animali ed avranno anche degli accompagnamenti musicali. Ovunque, non mancheranno punti di ristoro con vin brulé, the caldo, cioccolata, latte e dolci. Sarà un’occasione per immergersi nella natura della nostra città, che va salvaguardata. “Lilì, lilò, damm j legn de fà el falò”.

 
 

Allegato programma

 

AgriCultura_Falo'SantAntonio2013

Falo’ di Sant’Antonio 2013


 
 

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