Il non profit paga le tasse. E non teme i controlli

«Controlli in arrivo per le organizzazioni del non profit».

Questo l’annuncio che abbiamo letto a più riprese nelle ultime settimane sui giornali. Sia chiaro: il terzo settore non solo non teme i controlli, li considera naturali e auspicabili.
 
Tutti sono tenuti ad adempiere al proprio dovere di contribuenti. Certo, i controlli devono essere giusti. Condotti non soltanto per fare cassa, ma anche nell’interesse delle organizzazioni che vanno messe nelle condizioni di poter rispettare la normativa fiscale. Un importante lavoro è stato fatto da alcuni anni a questa parte grazie al confronto tra Agenzia per il terzo settore, Agenzia delle entrate e Forum del terzo settore.
 
Dalla scorsa primavera, però, l’Agenzia per il terzo settore non esiste più. Viene a mancare quindi il prezioso ruolo di autorevole e competente portavoce delle istanze del nostro mondo che ha svolto finora. Nonostante questa difficoltà, crediamo che il lavoro di confronto e condivisione con l’Agenzia delle Entrate sulla materia fiscale non vada interrotto. Anzi, sarebbe necessario un salto di qualità. Per ripensare la normativa in modo condiviso.
 
Al governo chiediamo una semplificazione delle regole. Il vantaggio sarebbe doppio. Da una parte maggiore chiarezza e quindi nessun alibi per chi non paga il dovuto. Dall’altra le organizzazioni sarebbero agevolate da un alleggerimento degli adempimenti burocratici. Ancora troppo onerosi, nonostante l’aiuto ricevuto in questi anni dai centri servizi per il volontariato.

 

di Mario Mazzoleni

Fonte: Corriere della Sera – 23/09/2012

 
 

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