Giustizia Riparativa, scontare la pena con il volontariato

Al via il progetto di “giustizia riparativa” del Comune di Milano per cento condannati a reati di “lieve entità”.

Dopo una fase sperimentale, diventa effettiva la convenzione tra l’amministrazione pubblica e il Tribunale di Milano sui lavori di “pubblica utilità”. Potranno beneficiarne i condannati per guida in stato di ebbrezza, oppure per reati puniti con sanzioni pecuniarie o con una pena detentiva non superiore a quattro anni.

Il Comune ha approvato la delibera che permetterà al Tribunale di Milano di affidargli, ogni anno, cento condannati che dovranno portare a termine un “percorso riparativo” in ambiti che riguardano il patrimonio pubblico e ambientale, la sicurezza e l’educazione stradale, oppure rivolti a persone malate, con disabilità, anziani e minori, o ancora nell’ambito della protezione civile.

 

 

Al via il progetto di “giustizia riparativa” del Comune di Milano per cento condannati a reati di “lieve entità”. Dopo una fase sperimentale, diventa effettiva la convenzione tra l’amministrazione pubblica e il Tribunale di Milano sui lavori di “pubblica utilità”. Potranno beneficiarne i condannati per guida in stato di ebbrezza, oppure per reati puniti con sanzioni pecuniarie o con una pena detentiva non superiore a quattro anni.

 

Il Comune ha approvato la delibera che permetterà al Tribunale di Milano di affidargli, ogni anno, cento condannati che dovranno portare a termine un “percorso riparativo” in ambiti che riguardano il patrimonio pubblico e ambientale, la sicurezza e l’educazione stradale, oppure rivolti a persone malate, con disabilità, anziani e minori, o ancora nell’ambito della protezione civile.

 

Il Comune, in collaborazione con Ciessevi (che attraverso un bando ha ottenuto la gestione del servizio), attraverso un primo colloquio si occuperà dell’orientamento e della ricerca di un’associazione di Terzo settore per l’inserimento del condannato in attività socialmente utili. Il colloquio di orientamento è necessario per identificare attitudini, abilità e competenze che rendano possibile attivare la struttura ricettiva di volta in volta più idonea. Durante il percorso riparativo il Comune di Milano ne monitorerà l’attività e al termine redigerà la relazione di valutazione finale.

 

Per informazioni e domande di accoglienza scrivere all’indirizzo e-mail: pl.giustiziariparativa@comune.milano.it

 

 

IL CONTESTO

Che cosa sono i lavori di pubblica utilità
Il Lavoro di Pubblica Utilità (LPU) è una prestazione non retribuita a favore della collettività, da svolgersi presso enti senza scopo di lucro o enti pubblici e in attività che abbiano una rilevanza di tipo sociale o socioassistenziale.
Sebbene questo dispositivo sia stato introdotto sin dai primi anni ’90 è solo nel 2010 che la sua adozione e utilizzo divengono noti e largamente diffusi.
La motivazione è da ritrovarsi nella possibilità di impiegare tale dispositivo per le persone condannate per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanza stupefacenti/psicotrope.

 

Chi è ammesso ai lavori di pubblica utilità
Questo dispositivo, per l’alto valore riparativo, viene utilizzato non solo per reati legati al Codice della Strada ma è anche inserito come prescrizione nella quasi totalità di percorsi di messa alla prova degli adulti.
La casistica di richiesta da parte delle persone condannate o di prescrizione da parte dei giudici è quindi molto varia, si potrebbe provare a riassumere, semplificando, che il dispositivo LPU è:

 

  • – richiedibile nei casi di sostituzione di pena in merito ai reati di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze psicotrope (Codice della Strada); produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti di lieve entità (Testo unico sostanze stupefacenti);
  • – prescrivibile  in caso di reati la cui pena massima prevista sia inferiore a quattro anni

 

Tempi e modalità
La durata dello svolgimento LPU è commisurata alla durata della pena, in particolare nel caso in cui si tratti di una sostituzione di pena viene individuato un monte ore complessivo indicato successivamente nella sentenza.
Le modalità di svolgimento non devono pregiudicare comunque eventuali esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del lavoratore di pubblica utilità, il quale inoltre deve essere assicurato da parte dell’ente accogliente durante lo svolgimento delle attività.
E’ dunque necessario per poter accedere al LPU formalizzare con un ente idoneo, ovvero senza scopo di lucro e che svolga attività socialmente utili, una dichiarazione di disponibilità all’accoglienza comprovante la sussitenza della collaborazione.

 

Cosa fanno i Centri di servizio per il volontariato
In virtù dell’esperienza e delle competenze maturate nell’ambito del volontariato e dell’orientamento al volontariato, nonché per la conoscenza e collaborazione con gli enti del Terzo Settore appare evidente come i Centri di servizio per il Volontariato rappresentino una importante realtà di collaborazione per l’attuazione di questo tipo di dispositivo, stretto a doppio filo con il mondo delle associazioni e del non profit.
La capacità di saper accogliere le istanze delle persone che debbano svolgere un percorso LPU unita alla conoscenza delle istanze proprie del Terzo Settore, coniugandosi alle competenze nell’orientamento sono le  caratteristiche necessarie e imprescindibili per attuare pienamente ed efficacemente le intenzionalità riparative di questo dispositivo.

 

 

Fonte: Ciessevi

 

 

 

Giustizia Riparativa: non solo a Milano, ma anche in altre città italiane

One Comment

  • mariano on Lug 16, 2017

    Avere la giusta considerazione della vittima nel processo e nelle fasi successive, con adeguato supporto per tutti i traumi conseguenti al reato subito.
    Mettere al centro la persona, sia nel processo che nell’esecuzione della pena, perché l’autore di reato venga responsabilizzato e nel contempo recuperato alla societa’ .
    Questo e’ un percorso difficile ma lo richiede la nuova societa’ civile .

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