Csv, una storia da 376 sportelli, 500mila servizi e 43.823 associazioni

Il report realizzato da CSVnet restituisce la fotografia di un sistema che spesso è l’unica risorsa disponibile per migliaia di organizzazioni generalmente piccole, poco strutturate e pressoché prive di risorse economiche

Con una rete di oltre 376 sportelli presenti in tutte le regioni, nel 2014 i Centri di Servizio per il Volontariato sono stati il “motore” (o la benzina) del volontariato nel nostro Paese. Previsti dalla legge 266/91, hanno fornito, gratuitamente, grazie alle risorse delle Fondazioni bancarie (in forte diminuzione, però, in questi ultimi anni), oltre 500 mila servizi a 43.823 associazioni (di queste, 31.347 sono organizzazioni di volontariato) e 50 mila cittadini.

 

 

È il cuore del Report delle attività dei CSV, realizzato ogni anno daCSVnet, e presentato oggi al Senato. Una fotografia che dà un gran numero di dati su persone, tipologie di servizi e risorse utilizzate per il funzionamento di un sistema/infrastruttura che spesso è l’unica risorsa disponibile per migliaia di organizzazioni generalmente piccole, poco strutturate e pressoché prive di risorse economiche.

 

E gli attestati di stima per il lavoro fatto vengono puntuali.
«Con la legge delega di riforma del Terzo settore da poco passata dal Senato alla Camera per la definitiva approvazione», ha sottolineato il sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali Luigi Bobba, «siamo in una fase di cambiamento cruciale, vediamo ora di non perdere la rotta. Noi del governo dovremmo procedere con passo spedito perché i Decreti attuativi, che daranno sostanza alla riforma, possano trovare attuazione in tempi non lunghi.

 

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Schermata 2016 04 07 Alle 14Per questo ben venga il vostro lavoro, faremo meglio i decreti», ha concluso il sottosegretario. Evidenziando che «la legge delega ha visto bene allargando i compiti dei Csv oltre il perimetro previsto dalla 266/91 che li ha istituiti, considerato che – come si rileva dai dati – già oggi i servizi prestati e la stessa governance di questi enti non si esaurisce al solo terreno delle Odv in senso giuridico stretto».

Sulla stessa scia le parole del sen. Sergio Lepri, relatore del Ddl al Senato: «La legge e i decreti possono essere come l’avvio di un processo di consolidamento del Terzo settore e dei Centri di servizio. Dopo una fase di crescita impetuosa, la legge contribuirà, sempre nel rispetto delle diverse autonomie e delle originalità, a far evolvere questo mondo verso una fase 2 di consolidamento», ha detto. «Il salto di qualità di questa legge – afferma Lepri – è ora portare i diversi soggetti a considerarsi come un’unica famiglia. Sempre nel rispetto delle diverse autonomie». E aggiunge: «In questo quadro il compito dei Csv è importantissimo». E in sintesi individua alcuni passaggi importanti inseriti nel nuovo testo al Senato: è stato chiarito che i beneficiari dei Csv sono tutti i volontari in qualsiasi settore siano impegnati; è stata meglio chiarita la governance dei Csv, di cui fanno parte anche soggetti non strettamente considerati come Odv, ma la cui maggioranza resta alle organizzazioni di volontariato; quindi l’inserimento del “principio della porta aperta” (tutte le organizzazioni del Terzo settore potranno concorre alla conduzione dei Csv), pratica già largamente diffusa negli statuti, ma ora la legge stabilisce un obbligo e insieme anche un’opportunità, per consentire la partecipazione e il controllo dal basso che deve essere una caratteristica dei Csv. «La riforma deve rappresentare un passaggio alla maturità della legislazione in materia – chiosa Stefano Tabò, presidente di Csvnet – E siamo molto soddisfatti che nell’art. 5 dedicato ai Centri di Servizio i parlamentari abbiano accolto gran parte delle istanze presentate da Csvnet».

 

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L’identikit dei Csv
Un patrimonio unico ed eterogeneo di esperienze che va dalla formazione (più di 2mila iniziative), alle oltre 95 mila consulenze in materia fiscale giuridica e amministrativa, fino alla concessione di 16 mila mq di spazi ad uso esclusivo delle associazioni che hanno bisogno di una sede.

Uno degli obiettivi principali dei CSV resta la promozione della cultura del volontariato, soprattutto fra i giovani, e lo dimostrano i numeri: 158.709 studenti di 1.478 istituti scolastici di ogni ordine e grado sono stati coinvolti in percorsi realizzati in collaborazione con 2.592 organizzazioni di volontariato.

Sono stati realizzati In quest’anno programmi di risparmio e di miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione dei CSV (oltre che di ricerca di nuove fonti di finanziamento) per fare fronte alla progressiva diminuzione delle risorse a disposizione (-20% tra il 2011 e il 2014) destinata ad aumentare nel biennio 2015 e 2016 per la riduzione della redditività della gestione patrimoniale delle Fondazioni bancarie. Un dato che desta preoccupazione ancor più se si tiene conto del significativo ampliamento delle attività dei CSV previsto dal Ddl di riforma del Terzo settore che assegna ai Centri il compito di “promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari italiani non solo nelle organizzazioni definite dalla legge 266 del 1991 ma in tutti gli enti del terzo settore”. Un aumento dei servizi che con difficoltà potrà essere adeguatamente garantito senza una inversione di tendenza delle risorse finanziare necessarie, mettono in allarme i vertici dei Csv.

Altri dati in sintesi dell’ultima edizione del Report

 

Le persone

  • • 9.204 sono le associazioni che si occupano della gestione dei Centri di Servizio, di cui 8.105 organizzazioni di volontariato.
  • • Il gruppo dirigente è composto da 1.027 volontari. L’82% dei presidenti è maschio, età media di 56 anni e ricoprono tale incarico, in media, da 5 anni. Il 43% è laureato. Una media di 20 ore all’anno per ciascun volontario per seguire gli organi collegiali (esecutivi, direttivi, di controllo e di garanzia) per un totale di 1.293 sedute.

 

I servizi

  • • I CSV sono attivi in tutte le regioni con 376 punti di servizio; hanno destinato 517 locali ad uso esclusivo delle associazioni; Sono aperte anche oltre le ore 20.00, il 39% del totale del sedi, e il 34% sono attive anche nel fine settimana. Il 90% delle sedi è accessibile alle persone con disabilità.
  • • Sono state realizzate 5.021 iniziative di promozione del volontariato che hanno raggiunto 8.854 utenti. 31 i CSV accreditati al Servizio Civile Nazionale, e nel corso dell’anno hanno realizzato 151 progetti in collaborazione con le OdV. 16 i Centri di Servizio accreditati al Servizio Volontario europeo.
  • • Oltre alle 43.823 di organizzazioni di volontariato, si sono rivolti ai CSV per avere consulenza o orientamento anche 50 mila cittadini (erano 20mila nell’anno precedente) e 158 mila studenti. Per le 95.469 consulenze, le tematiche più richieste restano quelle fiscali, amministrative e contabili (26%) e quelle giuridico legali (27%).

 

I percorsi di promozione del volontariato nelle scuole hanno coinvolto 2.592 OdV, 1.478 istituti scolastici di ogni ordine e grado e 38 università, 4.440 docenti, 158.709 studenti.

  • • I CSV hanno organizzato oltre 2mila attività formative (più 11% rispetto al 2013), per un totale di oltre 30mila ore di formazione che hanno coinvolto circa 37 mila partecipanti e 9mila organizzazioni.
  • • I CSV si occupano, con diverse modalità e strategie, di supportare le OdV nelle azioni di progettazione partecipata, specie in ambito europeo.

Le risorse

  • • Le risorse economiche a disposizione dei CSV per le attività realizzate nel 2014 ammontano a 77,5 milioni di euro. Di questi, 75 derivano direttamente dal Fondo Speciale per il Volontariato alimentato dalle Fondazioni di origine bancaria (34 milioni di residui attivi da anni precedenti più 41 di attribuzioni relative al 2014) e ulteriori 2,5 milioni da altre fonti di finanziamento.
  • • Nel quadriennio 2011-2014 i proventi complessivi sono passati da circa 100 milioni di euro a poco più di 79 milioni registrando una contrazione superiore al 20%. Contrazione che aumenta nel biennio 2015 e 2016 a seguito della riduzione della redditività del patrimonio delle fondazioni di origine bancaria.
  • • Nei CSV operano 950 persone retribuite, per il 67% composto da donne. Di questi 731 sono lavoratori dipendenti e 521 a tempo pieno; il 63% possiede un diploma di laurea; 6 su 10 hanno meno di 40 anni.

 

Le risorse economiche investite dai CSV per la retribuzione del personale ammontano complessivamente a 23,7 milioni di euro (47,2% del totale degli oneri sostenuti).

  • • Il 76,5 % della forza lavoro retribuita dai CSV, indipendentemente dalla forma contrattuale utilizzata, viene impiegata direttamente per la realizzazione delle attività in favore del volontariato mentre solo il 23,5% dei costi per il personale si riferisce a mansioni legate ad attività di supporto generale.
  • •Dei 50,1 milioni di euro utilizzati nel 2014 per svolgere la propria attività,11,1 milioni sono stati impiegati per attività di supporto generale (22%); 39 milioni di euro sono stati investiti direttamente per la realizzazione di azioni in favore del volontariato. Il settore in cui i CSV investono maggiormente risorse economiche sono la Progettazione partecipata (7,9 milioni) e la Promozione del volontariato (6,8 milioni). A seguire la presenza sul territorio attraverso l’apertura di sportelli operativi (5 milioni) e le attività di informazione e comunicazione (4,7 milioni).

 

 

Fonte: Vittorio Sammarco – Vita.it 

 

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